Nel cuore delle rocce sedimentarie della Cina meridionale è emerso un fossile straordinario, capace di riscrivere la storia dell’evoluzione dei vertebrati marini. Si tratta del Thoracopterus wushaensis, un antico abitante degli oceani triassici, imparentato con i moderni pesci volanti. Questo piccolo predatore, vissuto oltre 240 milioni di anni fa, possedeva caratteristiche anatomiche uniche che gli consentivano di planare sopra la superficie dell’acqua, un’abilità sorprendente per la sua epoca.
Fino a poco tempo fa, la distribuzione dei suoi simili era limitata all’area alpina, tra Austria e Italia, con fossili risalenti al Carnico e al Norico. Tuttavia, il rinvenimento di nuovi esemplari nel Membro Zhuganpo della Formazione Falang, nel sud della Cina, ha ampliato significativamente il quadro delle conoscenze su questi pesci preistorici, anticipandone la comparsa alla fine del Triassico medio. Lo studio dei resti ha rivelato adattamenti eccezionali che ricordano quelli dei moderni Exocoetidae, la famiglia dei pesci volanti attuali.
Tra le caratteristiche più distintive spiccano le ampie pinne pettorali e pelviche, che fungevano da ali naturali, consentendo all’animale di sollevarsi dall’acqua e compiere brevi voli planati. La pinna caudale, profondamente biforcuta, presentava un lobo inferiore più sviluppato, una configurazione ideale per imprimere la spinta necessaria a sfuggire ai predatori marini. Il corpo, privo di scaglie su gran parte della superficie, era affusolato e aerodinamico, facilitando sia il nuoto che il decollo dall’acqua.
Uno degli aspetti più affascinanti riguarda il dimorfismo sessuale. Gli esemplari maschili si distinguevano per pinne pettorali robuste e un cranio più massiccio, mentre le femmine mostravano un’ornamentazione delle scaglie più marcata e una pinna anale modificata, dotata di raggi sottili e uncini terminali, probabilmente funzionali alla riproduzione. Questi dettagli suggeriscono un’evoluzione delle strategie di accoppiamento già avanzata per l’epoca.
Oltre alla sua anatomia eccezionale, il fossile cinese offre una prospettiva preziosa sull’ambiente in cui viveva. La sua presenza nella famosa “Xingyi Fauna”, dominata dal pachipleurosauro Keichousaurus, testimonia un ecosistema marino ricco e diversificato, dove convivano rettili acquatici, pesci predatori e forme più specializzate come questo straordinario planatore.
Lo studio di questa specie ha un’importanza cruciale per comprendere l’evoluzione dei meccanismi di locomozione nei vertebrati marini. Gli adattamenti che gli consentivano di sfuggire ai pericoli sopra la superficie dell’acqua rappresentano una delle prime evidenze di strategie di difesa simili nei pesci. La convergenza evolutiva con gli esemplari attuali dimostra che la necessità di evitare i predatori ha guidato lo sviluppo di soluzioni simili in epoche diverse.
L’analisi dei reperti fossili prosegue, con l’obiettivo di approfondire ulteriormente le dinamiche ecologiche del Triassico medio. Ciò che è certo è che questo antico pesce volante ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’evoluzione marina, testimoniando la straordinaria capacità della natura di reinventare soluzioni vincenti attraverso il tempo.
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