Il recupero del ciclo di affreschi di San Giovanni Battista, reso possibile grazie al sostegno della Fondazione Arte e Cultura e alla collaborazione con il Comune di Udine, rappresenta un ulteriore passo avanti nella tutela del patrimonio artistico cittadino. Questo intervento si inserisce nella lunga tradizione di restauri promossi da enti privati e istituzioni culturali, fondamentali per la salvaguardia delle opere d’arte. Nella stessa chiesa di San Giacomo, si ricorda il ruolo della Fondazione Cassa di Risparmio nel recupero della decorazione absidale, che include lo splendido affresco raffigurante Cristo in Gloria.
Grazie a questo nuovo intervento, l’intera decorazione della chiesa ritrova il suo antico splendore, restituendo alla comunità un prezioso esempio di arte sacra.
Il ciclo di affreschi, staccato a massello e inizialmente ricollocato in forma provvisoria lungo la navata laterale della chiesa, si trova oggi in deposito presso il Museo Diocesano. Tuttavia, il deterioramento della pellicola pittorica e dell’intonaco ha compromesso la leggibilità delle scene, rendendo necessario un intervento urgente di restauro.
Il progetto prevede un accurato processo di recupero articolato in più fasi:
Attribuito a un anonimo maestro vicino alla scuola di Antonio da Firenze, il ciclo di affreschi di San Giovanni Battista, risalente alla fine del XV secolo, rappresenta una delle più importanti testimonianze della pittura sacra tardo gotica in Friuli.
Originariamente situato sulla parete laterale della chiesa, il ciclo era parte integrante della decorazione di una cappella dedicata al santo, realizzata nel 1475 e successivamente rimaneggiata nei primi decenni del XVI secolo.
Nel 1942, gli affreschi vennero staccati a massello per preservarne l’integrità, mentre negli anni ’80 del Novecento furono trasferiti presso il Museo Diocesano di Udine, dove si trovano tuttora in attesa della definitiva ricollocazione.
Il ciclo narra gli episodi più significativi della vita di San Giovanni Battista, suddivisi in diverse scene. Le prime, situate nella parte superiore, illustrano la nascita del santo e il momento in cui Zaccaria riacquista la parola, pronunciando il nome del figlio.
La sezione centrale mostra Giovanni che battezza i fedeli sulle rive del Giordano, mentre nel riquadro principale è raffigurato l’incontro con Gesù, con un’attenzione particolare all’espressione estatica del Battista e al gesto solenne con cui indica il Cristo.
Nei pannelli successivi, si narra la prigionia del santo e la crudele richiesta di Salomè, che porta alla sua decapitazione. L’ultima scena raffigura il macabro momento in cui la testa di Giovanni viene offerta su un vassoio al re Erode Antipa.
La ricollocazione e il restauro di questi affreschi rappresentano un’importante opportunità per restituire alla comunità un capolavoro poco conosciuto. Il ciclo di San Giovanni Battista non è solo una pregevole opera pittorica, ma anche un documento visivo che racconta la profonda devozione religiosa dell’epoca. Il suo recupero è un passo fondamentale per garantire la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico locale.
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