La Galleria Tina Modotti: un viaggio tra storia, architettura e fotografia

Nel cuore di Udine, in via Paolo Sarpi, sorge un edificio che nel tempo ha cambiato destinazione e significato, divenendo oggi uno spazio dedicato all’arte fotografica: la Galleria Tina Modotti.

Questa struttura, oggi conosciuta per le sue esposizioni di fotografia, era un tempo il Mercato del Pesce, punto di riferimento per il commercio cittadino fino agli anni ’90. La sua storia, però, affonda le radici in un passato molto più antico, ricco di trasformazioni e interventi architettonici che ne hanno plasmato l’aspetto attuale.

mercato del pesce
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L’edificio attualmente sede della galleria ha una lunga storia che risale al XVII secolo. In origine, la proprietà apparteneva alla Confraternita del SS. Sacramento, un’organizzazione religiosa che ne deteneva la gestione. Nel 1691, la struttura venne acquistata da Antonio Someda, un personaggio di rilievo nell’Udine dell’epoca. Dopo circa un secolo, nel 1796, l’edificio passò nelle mani della famiglia Tomadini, che ne mantenne il possesso per alcuni decenni.

Nel 1809, la proprietà fu data in affitto ad Anna Marcona, una figura della borghesia udinese che utilizzò la struttura per scopi commerciali. Questo passaggio segnò l’inizio di una nuova fase per l’edificio, che nel corso dell’Ottocento fu testimone di importanti cambiamenti urbanistici nella città.

Le trasformazioni del 1925 e l’intervento di Davide Badini

Uno dei momenti più significativi della storia dell’edificio si verificò nel 1925, quando Udine fu soggetta a un grande intervento di riorganizzazione urbanistica. In quell’anno, diverse abitazioni di via Valvason vennero abbattute per fare spazio a nuovi edifici e per modernizzare le strutture preesistenti. Questo processo coinvolse anche l’antico edificio dell’ex Mercato del Pesce, che fu oggetto di una ristrutturazione significativa.

Il progetto fu affidato all’ingegnere comunale Davide Badini (1897-1947), un tecnico di grande competenza che aveva collaborato anche con D’Aronco alla progettazione del Municipio di Udine. Badini conservò la struttura dell’edificio su due piani, ma ne modificò la disposizione interna per adattarlo alle nuove esigenze cittadine. Al piano terra, fu realizzata la pescheria, che divenne un punto nevralgico per la vendita del pesce fresco in città.

L’aspetto architettonico della nuova struttura si ispirava a elementi del Rinascimento toscano, caratterizzati da linee eleganti e proporzioni armoniche. Questo restyling conferì all’edificio un’identità stilistica ben definita, inserendolo perfettamente nel contesto urbano di Udine.

Il Mercato del Pesce e la sua importanza per la città

Per oltre sessant’anni, l’edificio ospitò il Mercato del Pesce, diventando un punto di riferimento per i commercianti e i cittadini di Udine. La sua posizione strategica nel cuore del centro storico lo rese un luogo molto frequentato, dove si incontravano pescatori, venditori e acquirenti alla ricerca del miglior pescato del giorno.

L’attività del mercato proseguì fino agli anni ’90, quando si decise di chiudere definitivamente la pescheria. La dismissione del mercato lasciò l’edificio in uno stato di parziale abbandono, fino a quando non venne deciso di conferirgli una nuova destinazione d’uso, questa volta legata all’arte e alla cultura.

La nascita della Galleria Tina Modotti

Nel 2009, l’antico mercato del pesce fu intitolato alla celebre fotografa Tina Modotti, nata a Udine il 17 agosto 1896 e morta a Città del Messico il 5 gennaio 1942. Si tratta di una figura iconica nel mondo della fotografia e dell’arte, nota per il suo impegno sociale e politico, oltre che per le sue straordinarie immagini che raccontano la realtà del Messico rivoluzionario.

La trasformazione dell’edificio in spazio espositivo permanente segnò un nuovo capitolo per questa storica struttura. Oggi, la Galleria Tina Modotti ospita mostre fotografiche di grande rilevanza, con opere provenienti sia dai musei cittadini, sia da collezioni e istituzioni esterne. Grazie a questa iniziativa, l’ex Mercato del Pesce è tornato a essere un luogo di aggregazione e cultura per la città di Udine.

La storia della Galleria Tina Modotti è un esempio di come un edificio possa evolversi nel tempo, adattandosi alle esigenze della società senza perdere la propria identità storica. Da proprietà ecclesiastica a mercato del pesce, da struttura commerciale a spazio per l’arte e la fotografia, questo luogo ha saputo reinventarsi più volte, mantenendo vivo il legame con la città e la sua storia.

Oggi, grazie alla sua nuova funzione culturale, la galleria rappresenta un punto di riferimento per appassionati di fotografia e per tutti coloro che vogliono immergersi nel mondo delle immagini e della memoria visiva. Un luogo che racconta non solo la storia di Udine, ma anche quella di una delle sue cittadine più illustri.

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