Nel vasto mondo degli insetti, esistono specie silenziose e poco conosciute che vivono accanto a noi, spesso invisibili agli occhi dei più, ma che rivestono un ruolo importante negli ecosistemi in cui si trovano. Una di queste è Lepidogma tamaricalis, una piccola falena appartenente alla famiglia Pyralidae, specializzata nel vivere in ambienti aridi e in simbiosi con una particolare pianta: la tamerice (Tamarix spp.). In questo approfondimento, andremo a scoprire nel dettaglio chi è questa falena, dove vive, come si comporta, e perché merita attenzione da parte di naturalisti, appassionati di entomologia e semplici curiosi della natura.
Per comprendere meglio la natura di Lepidogma tamaricalis, è utile partire dalla sua classificazione:
Regno: Animalia
Phylum: Arthropoda
Classe: Insecta
Ordine: Lepidoptera
Famiglia: Pyralidae
Sottofamiglia: Phycitinae
Genere: Lepidogma
Specie: Lepidogma tamaricalis
La famiglia Pyralidae è molto ampia e comprende numerose specie di falene di piccole e medie dimensioni, molte delle quali sono specializzate in habitat e piante specifiche. La sottofamiglia Phycitinae, in particolare, è ricca di falene che vivono in ambienti aridi e si nutrono di semi, fiori o foglie di piante xerofile.
Lepidogma tamaricalis è una specie tipica del clima mediterraneo, ma la sua distribuzione si estende ben oltre i confini dell’Europa meridionale. La si può incontrare in:
Europa: Spagna, Portogallo, Italia (soprattutto nel Sud e nelle isole), Grecia, Cipro;
Africa settentrionale: Egitto, Algeria, Tunisia, Libia;
Asia occidentale e centrale: Israele, Turchia, Iran, Iraq, India occidentale.
Il comune denominatore dei luoghi dove si trova questa falena è la presenza di ambienti caldi e relativamente secchi, spesso in prossimità del mare o di fiumi salmastri, dove crescono le piante di tamerice. Questa stretta associazione con l’ambiente costiero e semi-arido è una delle caratteristiche ecologiche più affascinanti della specie.
La falena deve il suo nome alla pianta di cui si nutre durante lo stadio larvale: la tamerice (Tamarix), un arbusto o piccolo albero caratteristico delle zone costiere, argini fluviali e terreni salini. Le tamerici sono note per la loro resistenza alla siccità e al sale, e costituiscono un importante rifugio per diverse specie di uccelli, insetti e piccoli animali.
Le larve di Lepidogma tamaricalis si nutrono delle foglie e dei giovani rami della tamerice, scavando piccole gallerie o costruendo rifugi sericei — simili a piccole ragnatele — dove possono nutrirsi e svilupparsi protette da predatori e dalle condizioni ambientali.
Anche se di piccole dimensioni, gli adulti di Lepidogma tamaricalis hanno caratteristiche morfologiche distintive. L’apertura alare varia tra i 15 e i 25 mm. Le ali anteriori sono strette, allungate e di colore grigio-bruno con lievi sfumature e striature trasversali, spesso con una sottile bordatura più scura. Le ali posteriori sono più chiare, quasi traslucide, e leggermente frangiate ai bordi.
Durante il giorno, la falena tende a rimanere nascosta tra la vegetazione, mimetizzandosi con il colore dei rami o delle cortecce. È attiva durante la notte, attratta dalle fonti di luce artificiale — come lampioni o finestre illuminate — che spesso tradiscono la sua presenza agli osservatori più attenti.
Il ciclo vitale di Lepidogma tamaricalis segue lo schema classico dei lepidotteri:
Uovo: le uova vengono deposte in prossimità delle foglie o dei germogli delle tamerici.
Larva (bruco): questa è la fase in cui l’insetto si nutre attivamente. Le larve sono di colore verdastro o marrone chiaro, spesso difficili da distinguere tra le foglie. Costruiscono strutture sericee dove si rifugiano durante la crescita.
Pupa: la trasformazione avviene all’interno di un bozzolo, che può trovarsi sia sulla pianta sia nel terreno.
Adulto: dopo alcune settimane, emerge la falena adulta, pronta a riprodursi.
In regioni a clima caldo, la specie può compiere due o più generazioni all’anno. Nelle aree più temperate, invece, è possibile che si limiti a una sola generazione annuale, svernando sotto forma di larva o pupa.
Anche se non è una specie di interesse economico diretto, Lepidogma tamaricalis svolge un ruolo ecologico rilevante. È parte integrante della rete alimentare degli ecosistemi in cui vive: le larve sono fonte di cibo per numerosi predatori naturali, tra cui uccelli insettivori, rettili e piccoli mammiferi.
Inoltre, essendo legata a una pianta pioniera come la tamerice, contribuisce indirettamente alla biodiversità degli ambienti costieri e salmastri, che spesso sono fragili e soggetti a pressioni ambientali (urbanizzazione, salinizzazione del suolo, cambiamenti climatici).
Un aspetto curioso è legato all’introduzione delle tamerici come piante ornamentali o frangivento in altre parti del mondo, come gli Stati Uniti, dove sono diventate specie invasive in alcune zone del sud-ovest americano. In quel contesto, studiosi hanno valutato l’uso di insetti specifici per il controllo biologico di queste piante, e Lepidogma tamaricalis è stata presa in considerazione per il suo potenziale nel contenere la diffusione incontrollata della tamerice.
Tuttavia, l’introduzione di una specie in un ecosistema non nativo comporta sempre dei rischi ecologici e viene valutata con grande attenzione, per evitare squilibri dannosi.
Nonostante sia poco appariscente, la falena è un ottimo esempio di adattamento all’ambiente. Vive in habitat estremi, si mimetizza perfettamente, e ha una dieta molto specializzata.
Il suo nome specifico “tamaricalis” è un chiaro riferimento alla pianta ospite (Tamarix), rendendo la sua ecologia leggibile anche attraverso la nomenclatura scientifica.
Gli appassionati di lepidotteri o fotografi naturalisti possono osservarla con attenzione nelle aree dove crescono tamerici spontanee, soprattutto in estate, durante le ore notturne.
Lepidogma tamaricalis è una piccola falena che racconta una grande storia: quella dell’adattamento, della specializzazione, e dell’equilibrio tra insetti e piante in ambienti spesso considerati marginali. Con la sua vita discreta ma perfettamente orchestrata con il ciclo della tamerice, ci ricorda quanto la biodiversità sia fatta anche — e soprattutto — di dettagli nascosti.
Studiarla, proteggerla e raccontarla significa contribuire a diffondere la consapevolezza dell’importanza di ogni singolo anello della catena ecologica, anche quelli apparentemente insignificanti. Perché in natura, nulla è davvero piccolo.
Se sei un fan dei Nomadi, non puoi non esultare: in arrivo ad agosto un…
Il bagno è il posto della casa dedito al benessere, per questo deve essere anche…
Nel cuore del centro storico di Udine, in un edificio che fonde secoli di storia…
Stufi della solita scarpiera? Questa è la soluzione che fa al caso vostro: pratica ed…
I ladri lo fanno ormai da tempo, impara a difenderti prima che sia troppo tardi.…
Avere le tende in casa la rendono accogliente, ma possono stancare. Ecco l'alternativa che sta…