Il medico di famiglia è diventata una questione di emergenza. Sono numerose le persone che non ce l’hanno: cosa sta succedendo
Avere un medico di famiglia non è solo una comodità, ma una vera e propria necessità per la nostra salute. Questo professionista è il primo punto di riferimento in caso di malesseri, dubbi o emergenze, e svolge un ruolo fondamentale nel monitorare il nostro stato di salute nel tempo.

Uno degli aspetti più importanti è la conoscenza della nostra storia clinica. Il medico di base segue i pazienti per anni, conosce eventuali patologie pregresse, allergie, terapie in corso e fattori di rischio. Questo significa che, in caso di emergenza o di necessità di una prescrizione urgente, può intervenire con decisioni più mirate ed efficaci, evitando errori o ritardi pericolosi.
Un altro punto cruciale riguarda le prescrizioni mediche e gli esami di controllo. Un medico che conosce bene il quadro clinico del paziente è in grado di prescrivere farmaci e terapie adeguate, evitando interazioni dannose con altri medicinali. Inoltre, sa quali esami periodici consigliare per la prevenzione, riducendo il rischio di sviluppare malattie gravi. In un’epoca in cui il sistema sanitario è sempre più sotto pressione, la presenza di un medico di fiducia è una garanzia per la nostra sicurezza e il nostro benessere quotidiano. Ad oggi però, ad essere in difficoltà è il Friuli Venezia Giulia per l’assenza di medici di base.
Emergenza assenza medico di famiglia: cosa sta succedendo in Friuli Venezia Giulia
La sanità pubblica in Friuli Venezia Giulia è in forte difficoltà: attualmente, circa 200mila cittadini sono privi di un medico di famiglia, con una carenza stimata di almeno 150 professionisti sul territorio. La situazione, secondo le previsioni, è destinata a peggiorare nei prossimi anni.

A lanciare l’allarme è Nicola Delli Quadri, responsabile per la Sanità del Partito Democratico in regione. Secondo Delli Quadri, la fiducia degli italiani nei medici di base rimane alta, ma il sistema non riesce più a garantire la loro presenza capillare sul territorio. “La giunta regionale non ha fatto nulla per prevenire la fuga dei professionisti e per incentivarne l’arrivo”, denuncia, facendo riferimento ai dati del terzo rapporto Fnomceo-Censis sulla qualità del rapporto tra medici e pazienti.
Cosa non ha funzionato?
Secondo Delli Quadri, le istituzioni avrebbero potuto intervenire in anticipo per alleggerire il carico burocratico dei medici di famiglia, che negli ultimi anni è diventato sempre più insostenibile. Inoltre, sottolinea come sarebbe stato necessario stanziare fondi per rendere più attrattiva la professione in Friuli Venezia Giulia, sia in termini economici che logistici.
Un’altra proposta mancata riguarda il supporto ai giovani medici: servivano incentivi per accedere alla scuola di specializzazione in medicina generale. E soprattutto, per garantire la loro permanenza nelle zone più periferiche e montane, dove la carenza di professionisti è ancora più grave.